Essere pazienti e caregivers:
Paziente
Tumore al seno in gravidanza e allattamento
Il tumore al seno associato alla gravidanza è un tumore diagnosticato durante la gravidanza o entro il primo anno dopo il parto. Colpisce circa 1 donna su 3.000 e rappresenta quasi il 7% di tutte le diagnosi annuali di tumore al seno.1
Affrontare un tumore al seno in gravidanza può essere particolarmente complesso, in quanto è importante tutelare sia la salute della mamma che quella del bambino, senza compromettere l’efficacia delle cure.1 Nonostante il trattamento dovrebbe essere il più vicino possibile allo standard per i tumori al seno al di fuori della gravidanza, alcuni adattamenti della terapia e dei tempi di somministrazione vengono effettuati tenendo conto dell’età gestazionale, con l’obiettivo di garantire la sicurezza del bambino.1
Per la diagnosi in gravidanza, l’ecografia al seno è il primo esame utilizzato per valutare il tumore e controllare i linfonodi vicini. La valutazione radiologica può essere quindi completata con mammografia o risonanza magnetica.2
- L’intervento chirurgico è sicuro in tutti i trimestri, anche se il secondo trimestre è considerato il momento ottimale.1
- La radioterapia non è raccomandata in nessun momento della gravidanza per proteggere il bambino dall’esposizione alle radiazioni.1
- La chemioterapia non è raccomandata durante il primo trimestre, per evitare possibili interferenze con lo sviluppo degli organi del bambino. La somministrazione di alcune tipologie di chemioterapie è considerata sicura dopo le 12-14 settimane di gravidanza.2
- Diverse terapie target e le terapie ormonali sono controindicate o non raccomandate.1 La definizione del piano di trattamento richiede una stretta collaborazione tra più specialisti, attraverso un approccio multidisciplinare che coinvolge anche l’équipe ostetrica.1
Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino che il tumore al seno possa essere trasmesso al feto.3
Durante le terapie sistemiche, come la chemioterapia, si raccomanda di evitare l’allattamento al seno, in quanto i farmaci potrebbero passare nel latte materno e avere effetti negativi sul bambino.
L’allattamento è solitamente consentito 4 settimane dopo l’ultima dose di chemioterapia.1
Gravidanza dopo il tumore
È difficile sapere con certezza l’impatto dei trattamenti sulla fertilità.4 In caso di gravidanza successiva al trattamento, non ci sono evidenze che indichino un aumento del rischio di recidiva della malattia. Inoltre, non sono emersi rischi per la salute dei bambini nati a seguito delle cure.4
Se desideri valutare delle opzioni per la preservazione della fertilità, parlane con chi ti segue prima dell’inizio del trattamento.5
La sessualità
è una parte essenziale della vita di ogni persona e gioca un ruolo importante nella qualità della salute e della vita in generale.6
Per le donne con un tumore al seno, la qualità della vita sessuale è uno degli aspetti più compromessi, spesso associato a difficoltà fisiche ed emotive di lungo termine.6
Durante o dopo il trattamento, la sessualità può cambiare per diversi motivi, tra cui:
- Cambiamenti dell’umore7
In qualche caso potrebbe capitare di sentirsi tristi, depresse, ansiose o sopraffatte. Questi stati emotivi, a prescindere dalla loro durata, possono influenzare la vita sessuale. - Fatigue8
La fatigue è una stanchezza estrema che non si risolve con il riposo e dormendo. Le terapie per il tumore al seno possono causare fatigue. Questo sintomo potrebbe avere delle ripercussioni anche sulla sessualità. - Perdita del desiderio sessuale7
Le terapie, lo stress e i cambiamenti ormonali possono ridurre la libido. - Dolore o fastidio durante o dopo il rapporto7,8
Alcuni trattamenti influenzano i livelli dell’ormone estrogeno nel corpo. La riduzione di questi livelli o il blocco della loro azione possono provocare cambiamenti a livello vaginale, come secchezza o irritazione. Esistono però soluzioni (come lubrificanti o trattamenti locali) che possono aiutare. - Cambiamenti nell’aspetto fisico9
Cicatrici, perdita di capelli o variazioni nel corpo possono influenzare il modo in cui ti senti. In questi casi, prova a concentrarti sulle cose che ti piacciono di te e del tuo corpo. Condividere i tuoi sentimenti con una persona cara o un’amica fidata può aiutarti a vedere i tuoi lati positivi, proprio come li vedono gli altri.
Se ti riconosci in una o più di queste situazioni, non sei sola. Il primo passo è parlarne apertamente con il tuo partner9, ma è altrettanto importante condividerlo con chi ti segue.8 Esistono soluzioni, strumenti e percorsi di supporto pensati proprio per aiutarti a ritrovare serenità anche nella tua sfera sessuale.7
Ricevere una diagnosi di tumore al seno può rappresentare un momento di forte rottura nella propria vita, con possibili effetti sul benessere mentale, sull’aderenza alle cure e sulla prognosi.10 Per molte donne, il momento più difficile di tutto il percorso è il momento della diagnosi.10 La reazione più comune alla diagnosi di un tumore al seno è spesso caratterizzata da shock e negazione.10 Altre emozioni comuni includono la paura, la tristezza e la rabbia. Alcune donne provano un senso di solitudine o isolamento, oppure sentono di aver perso la propria identità.11 Ricevere il supporto di uno specialista può aiutarti a sentirti meglio e a gestire le difficoltà che possono emergere a seguito della diagnosi e del trattamento.11
Percorsi di supporto psicologico
Esistono diversi tipi di supporto psicologico. Alcune terapie si concentrano sul cambiamento dei pensieri e comportamenti negativi o distruttivi per se stessi (come la terapia cognitiva o quella comportamentale), altre puntano sull’accettazione e sulla consapevolezza (come la ACT), oppure aiutano a esplorare le proprie risorse interiori (come la terapia umanistica).12 Molti specialisti utilizzano una combinazione di terapie personalizzate in base alle esigenze di ogni persona.12 Affidarsi allo specialista giusto è fondamentale per sentirsi a proprio agio. Nella scelta del percorso terapeutico, puoi parlare con più specialisti per capire chi è più adatto a te e scegliere la modalità di incontro che preferisci (in presenza o online).12
Cura di sé
Prendersi cura di sé è fondamentale per migliorare la qualità della vita durante e dopo le cure.13 Non significa solo gestire la malattia, ma anche ritagliarsi dei momenti quotidiani dedicati alla propria persona.
Ecco alcune idee semplici che puoi integrare nella tua routine:
- iniziare la giornata con calma, preparandoti la colazione.14
- Fare una breve passeggiata all’aria aperta.14
- Dedicarti a un hobby come la pittura, il giardinaggio o lavorare a maglia.15
- Meditare.14
- Pianificare un incontro con una persona cara.14
- Scrivere un diario.16
Non serve fare tutto: scegli anche un solo modo per prenderti cura di te ogni giorno.14
Convivere con un tumore non significa solo curare la malattia, ma anche gestire le conseguenze che può avere sulla vita di tutti i giorni, sul lavoro e sulle finanze.17
Nel corso degli anni sono state introdotte diverse misure per tutelare i
diritti dei pazienti oncologici
. La nuova Legge 106/2025 introduce nuove tutele per i lavoratori che convivono con malattie oncologiche, invalidanti e croniche, con un grado di invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%.18
- Conservazione del posto di lavoro.18
È possibile richiedere un periodo di congedo non retribuito fino a 24 mesi, che può essere fruito in modo continuativo o frazionato. Durante il periodo di congedo, il posto di lavoro è garantito, ma non viene considerato ai fini dell’anzianità o della pensione. - Permessi retribuiti.18
La legge prevede 10 ore di permesso retribuito all’anno per visite, esami o trattamenti legati alla malattia, in aggiunta a quanto già previsto. - Lavoro part-time.18
Al termine del congedo, se le condizioni lavorative lo permettono, il paziente ha diritto di accedere con priorità alla modalità di lavoro agile da casa.
Le nuove disposizioni si integrano con i diritti già riconosciuti, tra cui19:
- l’esenzione dal pagamento del ticket per visite, esami e farmaci legati alla malattia (codice di esenzione 048, D. M. Sanità 329/1999);
- permessi e congedi lavorativi (L. 104/1992);
- a seconda dell’invalidità riconosciuta, sono previste prestazioni assistenziali come l’assegno di invalidità civile, la pensione di inabilità civile e l’indennità di accompagnamento (D. M. Sanità 5/2/1992, L. 18/1980 e L. 508/1988);
- la possibilità di lavorare temporaneamente part-time durante le cure (D. lgs. 66/2003);
- agevolazioni fiscali per spese mediche specifiche.
Per attivare questi diritti o avere più informazioni a riguardo, puoi consultare il portale dell’INPS o rivolgerti al medico di famiglia, a un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) o a un Patronato.
Grazie alla legge sul diritto all’oblio oncologico, le pazienti che sono guarite dal tumore possono scegliere di non dichiarare più la loro storia passata quando richiedono lavoro, prestiti, assicurazioni o percorsi di adozione.20
1. Kesireddy M et al. Pregnancy-Associated Breast Cancer: Key Concepts for Optimizing Diagnosis and Treatment. JCO Oncol Pract. 2025 Mar;21(3):275-277
2. Loibl S et al. ESMO Expert Consensus Statements on the management of breast cancer during pregnancy (PrBC). Ann Oncol. 2023 Oct;34(10):849-866
3. American Cancer Society. Finding Breast Cancer During Pregnancy. https://www.cancer.org/cancer/types/breast-cancer/screening-tests-and-early-detection/finding-breast-cancer-during-pregnancy.html
4. Breast Cancer Now. Planning pregnancy after breast cancer treatment. https://breastcancernow.org/about-breast-cancer/primary-breast-cancer/breast-cancer-in-younger-women/planning-pregnancy-after-breast-cancer-treatment
5. Breast Cancer Now. Options for preserving fertility before and during treatment. https://breastcancernow.org/about-breast-cancer/primary-breast-cancer/breast-cancer-in-younger-women/fertility-and-breast-cancer-treatment/options-for-preserving-fertility-before-and-during-treatment
6. Brajkovic L et al. Sexual Quality of Life in Women with Breast Cancer. Health Psychol Res. 2021 Jun 11;9(1):24512
7. Breast Cancer Org. Sexual Health During and After Breast Cancer. https://www.breastcancer.org/managing-life/sexual-health
8. Breast Cancer Now. Sex and the effects of breast cancer treatment. https://breastcancernow.org/about-breast-cancer/life-after-treatment/sex-and-the-effects-of-breast-cancer-treatment
9. Web MD. Breast Cancer and Your Sex Life. https://www.webmd.com/breast-cancer/breast-cancer-sex-life
10. Fortin J et al. The mental health impacts of receiving a breast cancer diagnosis: A meta-analysis. Br J Cancer 2021 Nov;125(11):1582-1592
11. Australian Government. Cancer Australia.Managing emotional changes due to breast cancer. https://www.canceraustralia.gov.au/cancer-types/breast-cancer/living-breast-cancer/managing-emotional-changes-due-breast-cancer
12. Breast Cancer Org. Types of Mental Health Support.https://www.breastcancer.org/managing-life/taking-care-of-mental-health/types-of-support
13. Wang Z et al. Impacts of self-care education on adverse events and mental health related quality of life in breast cancer patients under chemotherapy. Complement Ther Med. 2019 Apr:43:165-16
14. National Breast Cancer Foundation. 7 Steps to Self Care https://www.nationalbreastcancer.org/blog/7-steps-to-self-care/
15. Breast Cancer Car Donations. 4 Self-Care Tips for Breast Cancer Patients. https://www.cardonations4cancer.org/blog/4-self-care-tips-for-breast-cancer-patients/
16. EveryDay Health. 10 Ways to Practice Self-Care During HR-Positive/HER2-Negative Breast Cancer Treatment. https://www.everydayhealth.com/breast-cancer/self-care/
17. Fondazione Umberto Veronesi. Una legge per non dover scegliere tra cure e lavoro. https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/oncologia/pazienti-oncologici-una-legge-per-non-dover-scegliere-tra-cura-e-lavoro
18. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. LEGGE 18 luglio 2025, n. 106 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/07/25/25G00114/SG
19. AIMAC. Associazione Italiana Malati di Cancro, Parenti e Amici. I diritti del malato di cancro. https://www.aimac.it/libretti-tumore/diritti-malato-cancro
20. Fondazione Veronesi. Che cos’è il diritto all’oblio oncologico?https://www.fondazioneveronesi.it/etica-e-diritti/oblio-oncologico
Essere caregiver significa assistere un paziente nel suo percorso di cura, offrendo supporto fisico, emotivo e pratico.1
Nella maggior parte dei casi, il caregiver è un familiare, un amico o una persona vicina che offre assistenza in modo gratuito. Si parla di caregiving “informale”, un’assistenza differente da quella “formale” fornita da figure professionali retribuite.2
In Italia, i caregiver informali sono oltre 7 milioni, e la maggior parte rientra nella fascia di età compresa tra i 45 e i 65 anni.2
Il caregiver spesso collabora con il team medico e può occuparsi di3:
- somministrare i farmaci prescritti
- gestire gli effetti collaterali del trattamento
- segnalare eventuali problemi
- tenere informati familiari e amici sul percorso di cura
- collaborare nel monitoraggio degli effetti del trattamento
- tenere traccia delle terapie in corso e degli esami da effettuare
Oltre agli aspetti sanitari, il caregiver si potrebbe trovare a farsi carico delle necessità quotidiane della persona assistita, come gli spostamenti, la preparazione dei pasti, le pulizie domestiche, la cura della persona, il supporto nella gestione delle pratiche mediche, legali o economiche.4
Comunicare con il team medico
Durante il percorso di cura, è normale avere dubbi o preoccupazioni. Ecco alcuni suggerimenti utili per comunicare con il team medico che segue la persona assistita3:
- Partecipare agli incontri con il medico
Accompagnare la persona cara alle visite è un ottimo modo per restare aggiornati sulla situazione clinica e comprendere meglio le cure in corso. - Preparare una lista di domande prima dell’appuntamento
È utile annotare i dubbi o i temi importanti da discutere, come ad esempio la segnalazione di eventuali effetti collaterali. Questo aiuterà a sfruttare al meglio il tempo a disposizione con il medico. - Prendere appunti
Scrivere durante la visita può aiutare a ricordare meglio ciò che è stato detto, specialmente se ci sono molte informazioni da gestire. - Chiedere chiarimenti sui risultati degli esami
Assicurarsi di capire bene il significato dei test o delle analisi. Se serve, chiedere al medico di spiegare con parole semplici. - Informarsi sui farmaci prescritti
Se viene prescritto un nuovo farmaco, assicurarsi di conoscerne il nome, a cosa serve e perché è stato prescritto.
Diventare caregiver può rappresentare una sfida che impatta diversi aspetti della vita, compreso il
benessere psicologico
.5
Provare emozioni o sentimenti come ansia, senso di sopraffazione o isolamento può capitare. Imparare a riconoscere questi segnali può essere molto utile, in quanto trovare anche piccoli modi per ridurre lo stress e migliorare l’umore può aiutare nella cura dell’altro.6
Il supporto emotivo è fondamentale per preservare il proprio benessere emotivo.7 Un primo passo può essere parlare apertamente con amici e familiari di come ti senti. Se chiedere aiuto ti sembra difficile, ecco qualche consiglio pratico6:
- inizia chiedendo piccoli favori, se ti è più facile.
- Se parlare di persona ti mette a disagio, prova a farlo con un messaggio.
- Quando qualcuno ti offre aiuto, spiegagli cosa può fare per te.
- Sii sincero su ciò di cui hai bisogno e su ciò che invece non ti serve.
Se senti di aver bisogno di un aiuto più specifico, la consulenza e la terapia con professionisti della salute mentale possono fornire strumenti concreti per gestire lo stress. Partecipare a gruppi di supporto può essere utile per condividere l’esperienza con persone che vivono situazioni simili, aiutandoti a sentirti compreso.7
Cura di sé
Prendersi cura di sé può fare una grande differenza nel modo in cui ti senti e nel modo in cui affronti le sfide quotidiane.8
Ecco qualche suggerimento che potrebbe esserti d’aiuto6:
- Dedica del tempo ad una attività fisica che ti piaccia, come fare una passeggiata. Anche brevi momenti di attività fisica possono aiutare.
- Segui una dieta equilibrata, ricordando di bere abbastanza acqua ogni giorno.
- Dormi a sufficienza, circa 7-9 ore per notte.
- Gestisci lo stress, provando tecniche di rilassamento come la respirazione profonda, la meditazione, lo yoga o il tai chi.
- Concediti dei momenti per te, dedicando del tempo a qualcosa che ti piace e che non abbia a che fare con il caregiving, come leggere, guardare una serie tv, ascoltare musica o coltivare un hobby.
- Non trascurare la tua salute. Parla con il tuo medico del tuo ruolo di caregiver: potrebbe consigliarti risorse utili.
- Prenditi una pausa quando ne hai bisogno, chiedendo aiuto a familiari o amici.
Condizione necessaria per l’accesso a specifiche misure di sostegno per il caregiver è il riconoscimento dell’invalidità civile e/o disabilità della persona assistita (L.118/1971, L.104/1992).2
Benefici in ambito lavorativo
- Permessi retribuiti.2
La legge prevede un permesso retribuito di tre giorni al mese, frazionabile anche in ore, se l’azienda lo consente (L.104/1992). - Congedi retribuiti.2
Se si è un familiare residente con la persona assistita, si ha la possibilità di usufruire di un congedo biennale retribuito (L.76/2016). - Lavoro part-time.2
I caregiver familiari hanno la possibilità di richiedere il passaggio dal lavoro a tempo pieno a quello part-time, per conciliare meglio l’attività lavorativa con le esigenze di cura.
Benefici in ambito fiscale
I caregiver familiari che sostengono il carico fiscale della persona assistita hanno diritto alla deduzione dal reddito delle spese mediche generiche, come l’acquisto di farmaci, e delle spese mediche specifiche, come l’assistenza infermieristica o i trattamenti riabilitativi (L.104/1992).2
Per restare aggiornati su tutte le agevolazioni in vigore e su eventuali novità introdotte ogni anno, è consigliabile consultare il sito dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate, oppure rivolgersi a un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) o a un Patronato.
1. National Cancer Institute. Cancer Caregiving. https://healthcaredelivery.cancer.gov/caregiving/
2. Fondazione Aiom. Caregiver in Oncologia. Edizione 2021. https://fondazioneaiom.it/wp-content/uploads/2021/05/2021_ROPI-FondazioneAIOM_FOCUS_Caregiver.pdf
3. American Cancer Society. What a Cancer Caregiver Does. https://www.cancer.org/cancer/caregivers/what-a-caregiver-does.html
4. Parry M et al. Mental health and well-being of unpaid caregivers: a cross-sectional survey protocol. BMJ Open. 2023 Jan 13;13(1):e070374
5. Quotidiano Sanità. Caregiver, un ruolo difficile. https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=125949
6. National Cancer Institute. Taking Care of Yourself: Tips for Caregivers. https://www.nia.nih.gov/health/caregiving/taking-care-yourself-tips-caregivers
7. Sheraton Caregivers. Finding Strength: A Guide to Emotional Support for Caregivers. https://sheraton.care/finding-strength-a-guide-to-emotional-support-for-caregivers/
8. American Cancer Society. Caregiver Resource Guide. https://www.cancer.org/content/dam/cancer-org/cancer-control/en/booklets-flyers/american-cancer-society-caregiver-resource-guide.pdf
© AstraZeneca – Codice IT-14565 – Data di approvazione: 14/10/2025